Il mondo dell’editoria sa essere straordinariamente imprevedibile. Tra scaffali di librerie e cataloghi di nicchia si nascondono volumi capaci di unire curiosità, estetica e temi a dir poco inaspettati. Se ami le pubblicazioni che escono dai sentieri battuti, ecco una selezione di cinque libri unici, perfetti per stupire e lasciarsi catturare da storie insolite.
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1. Per vederci chiaro. Gli occhiali e l’inventore inesistente (Nomos Edizioni)
Firmato da Renzo Dionigi, questo volume illustrato esplora la storia di uno degli oggetti più diffusi e dati per scontati della nostra quotidianità: gli occhiali. Il libro ripercorre l’evoluzione storica e tecnologica di questo ausilio visivo, indagando al contempo i miti e le figure storiche — spesso avvolte nel mistero o prive di fondamento reale — legate alla loro invenzione. La mente va ai personaggi il cui sguardo è diventato iconico proprio grazie alle lenti: dagli inconfondibili occhiali tondi di Fernando Pessoa, che ne incorniciano il profilo malinconico e i molteplici eteronomi, a quelli di James Joyce, John Lennon o le iconiche montature di Le Corbusier e Woody Allen, fino ai pince-nez di Anton Čechov.
“Per vederci chiaro” trasforma un oggetto di uso comune in un simbolo d’identità e in un affascinante viaggio antropologico. Riconosce agli occhiali il ruolo di vero e proprio prolungamento dell’anima di scrittori, artisti e pensatori, unendo il rigore della ricerca storica a un’edizione illustrata di grande pregio estetico.

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2. The last book. Il diario dell’ultimo terrestre (Marsilio Arte)
Il volume nasce dalla visione di Hungry Minds, un collettivo creativo e multidisciplinare nato per esplorare le intersezioni tra arte, design, narrazione speculativa e cultura visiva contemporanea. Nel libro si immaginano le memorie di Noah Kaplan, l’ultimo essere umano sopravvissuto alla distruzione della Terra. Ospitato su un’astronave aliena, il protagonista affida a un diario visivo e testuale i sogni, le paure e i frammenti di una civiltà ormai scomparsa.
“The last book” è più che un semplice libro, è un oggetto d’arte e design editoriale che sperimenta formati, tipografia e grafica per offrire un’immersione distopica e poetica sul senso stesso dell’esistenza. E a lettura ultimata, la domanda sorge spontanea: se ti trovassi al posto di Noah, quale memoria, parola o oggetto sceglieresti di annotare nell’ultimo libro rimasto a testimonianza dell’umanità?

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3. Scienza dei mostri per scettici curiosi. Perché le creature più spaventose non possono esistere secondo le leggi della biologia (Mondadori Electa)
Scritto da Luca Bellagamba, questo saggio smonta con ironia e rigore scientifico i miti legati alle creature del fantastico e del folklore, spiegando perché la biomeccanica, la metabolica e la gravità ne impediscano l’esistenza. Un esempio perfetto? I draghi sputafuoco. Per sostenere un corpo imponente e volare, un drago dovrebbe possedere un’apertura alare sproporzionata e strutture ossee cave incredibilmente fragili; senza contare che produrre e canalizzare sostanze infiammabili nel proprio organismo richiederebbe organi chimici interni che finirebbero per autocombustionare l’animale stesso.
“Scienza dei mostri” ribalta la prospettiva tradizionale: anziché spegnere la magia della fantasia, dimostra che la vera biologia e le bizzarre soluzioni evolutive della natura reale sono spesso molto più estrose, complesse e affascinanti di qualsiasi mostro mitologico.

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4. Auto & delitti. Storie di cronaca al volante di un’automobile (Giorgio Nada Editore)
Un’opera di Ivan Scelsa e Paolo Masotti che raccoglie ventisette storie di cronaca nera e giudiziaria avvenute tra gli anni Venti del Novecento e i primi anni Duemila. Il filo conduttore è l’automobile, teatro o complice dei fatti: dalle iconiche vetture della Milano nera — come la Lancia Aurelia B20 o la Giulietta legate alla banda Cavallero e al banditismo milanese — fino alle auto rimaste tristemente impresse nella memoria collettiva, come la Lancia Flaminia dell’incidente di Fred Buscaglione o la Renault 4 rossa di via Caetani.
“Auto & delitti” mostra come l’evoluzione automobilistica e il design dei grandi carrozzieri italiani non abbiano solo segnato il boom economico e la mobilità, ma si siano intrecciati indissolubilmente con la storia del costume, con la cultura pop e con i capitoli più oscuri del nostro Paese, trasformando le carrozzerie in veri e propri simboli di un’epoca.

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5. Mulino Bianco. Come una volta, sempre. Ediz. illustrata (Mondadori Electa)
Un elegante volume celebrativo che ripercorre i primi cinquant’anni di storia del marchio simbolo della colazione e dell’immaginario domestico italiano. Attraverso foto d’archivio e immagini di Enrico Costantini, il libro analizza come Mulino Bianco sia riuscito a mettere la famiglia al centro della propria strategia di marketing. Negli anni ’70 e ’80, in piena trasformazione industriale e sociale, il brand ha saputo costruire l’archetipo rassicurante della “famiglia del Mulino”, luogo di riparo, serenità e valori genuini al riparo dalla frenesia moderna, definendo i canoni della comunicazione pubblicitaria in Italia per intere generazioni.
“Mulino Bianco” eleva la storia di un marchio alimentare a fenomeno di costume e design industriale, offrendo una lettura sociologica di come il racconto della famiglia e il desiderio di nostalgia abbiano plasmato il modo di consumare e di percepirsi degli italiani.

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