Prima dell’omologazione: gli italiani di Bruno Barbey e il monito di Pasolini

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In un’epoca in cui il dibattito pubblico rischia di appiattirsi su slogan identitari e polarizzazioni sterili, evocando confini etnici contrapposti ai nuovi margini della povertà straniera, sfogliare “Gli italiani” di Bruno Barbey, pubblicato da Contrasto, agisce come un salutare antidoto visivo e morale. Le fotografie di Barbey non sono semplici documenti d’archivio, ma frammenti di un’umanità vibrante, in cui l’essere italiani non si definisce attraverso recinti ideologici o ascendenze esclusive, bensì come una straordinaria alchimia di gioia, povertà dignitosa, creatività, speranza e un’irrefrenabile apertura al futuro.

Da un punto di vista strettamente stilistico, questo celebre reportage realizzato tra il 1962 e il 1966 affonda le sue radici nella grande stagione del bianco e nero. In quegli anni, prima di diventare il maestro del colore per cui è universalmente noto, Barbey si muove con fotocamere agili e discrete — come le Leica a telemetro — immergendosi nei vicoli e nelle piazze italiane con lo spirito del cronista e l’occhio del poeta. Sfruttando la grana materica della pellicola argentica, l’uso sapiente del chiaroscuro e i forti contrasti di una luce naturale spesso tagliente, il fotografo plasma immagini che dialogano con la lezione del neorealismo cinematografico. La monocromia non impoverisce la scena,  anzi: la purifica da ogni distrazione cromatica, esaltando la plasticità dei volti, la geometria degli spazi e la cruda, fiera dignità dei corpi.

Attraverso lo sguardo del grande fotografo di Magnum Photos, l’Italia degli anni sessanta si svela priva di retorica. Nelle sue immagini dai colori intensi e cinematografici, la povertà materiale non è mai sinonimo di miseria spirituale o di subalternità cupa; si trasforma invece nel palcoscenico di una vitalità irrefrenabile, dove i volti segnati dal lavoro manuale e dalle difficoltà economiche conservano una fiera solarità.

È lo stesso spirito che attraversa gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini ( link affiliato Amazon: clicca qui  ) , il quale scorgeva negli italiani di quel periodo — specie nel sottoproletariato e nelle comunità del Sud e delle periferie — una purezza antropologica irripetibile.

Prima che l’omologazione del boom economico e l’avvento totalizzante della televisione commerciale cancellassero le peculiarità locali, l’Italia di Pasolini e di Barbey possedeva un’autenticità viscerale, immune dal cinismo consumistico.

I protagonisti immortalati da Barbey non recitano una parte: ridono per strada, affollano le piazze, improvvisano il quotidiano con una genialità tutta italiana che sa trasformare il limite in risorsa.

Non c’è traccia di quel nazionalismo difensivo e rancoroso che oggi pretende di cristallizzare l’italianità in un fossile immutabile. Al contrario, la nazione fotografata da Barbey respira, accoglie, spera. È un’identità plurale e accesa, fatta di gesti ampi, di sguardi rivolti all’orizzonte e di una fede incrollabile nel domani, nonostante le ristrettezze.

Rileggere oggi Gli italiani alla luce del monito pasoliniano significa riscoprire una lezione dimenticata: l’italianità non è un privilegio ereditario da difendere contro i nuovi poveri, ma una forma di appartenenza aperta, un crogiolo di culture, sogni e umanità condivisa che trova nella memoria visiva di Barbey una delle sue celebrazioni più alte.

Bruno Barbey

Bruno Barbey, nato in Marocco nel 1941, ha studiato fotografia e arti grafiche all’École des Arts et Métiers di Vevey, in Svizzera. Dal 1961 al 1964 ha fotografato gli italiani, considerandoli protagonisti di un piccolo “mondo teatrale”. Nel 1964 è entrato a far parte dell’ agenzia Magnum Photos. In oltre cinquant’anni di carriera, Barbey ha lavorato in tutti e cinque i continenti e ha coperto guerre e conflitti in Nigeria, Vietnam, Medio Oriente, Bangladesh, Cambogia, Irlanda del Nord, Iraq e Kuwait. Il suo lavoro è apparso sulle principali riviste del mondo e ha pubblicato oltre 30 libri. Le sue fotografie sono esposte in tutto il mondo e sono presenti in numerose collezioni museali. E’ morto il 9 novembre 2020.

Dettagli dell’edizione

Gli italiani. Ediz. illustrata – 39,90 €
Autore: Bruno Barbey
Editore: Contrasto
Anno edizione:2022
Pagine:184 p., ill. , Rilegato
EAN:9788869659072

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N.B. L’immagine di copertina ha scopo puramente illustrativo: è una ricostruzione 3D creata per mostrare la resa del volume. Dettagli minori (come il dorso o la resa cromatica) potrebbero variare leggermente rispetto al libro cartaceo. Far fede alle specifiche dell’edizione.

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