Perché il tennis è lo specchio del nostro tempo (e il tennista l’eroe moderno)

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Considerato a lungo un passatempo elitario, pur con qualche picco di interesse mediatico, il tennis vive oggi una stagione di straordinaria popolarità globale. Non è più solo lo sport dei circoli esclusivi o di una ristretta nicchia di appassionati, ma un fenomeno di massa capace di incollare milioni di spettatori davanti agli schermi, ridefinendo il concetto stesso di spettacolo sportivo nel mondo moderno. Probabilmente più di quanto non faccia il calcio.

Ma perché il tennis affascina così tanto nell’era contemporanea? La risposta è che resta l’ultimo grande duello in solitaria: è lo  specchio di un’epoca individualista, competitiva e iper-performante. E’ un duello: un uno contro uno, o eccezionalmente un due contro due dove non si forma un collettivo, ma si stringe un’alleanza. E dove l’avversario rappresenta l’Altro, il non-Io. Dove gloria o caduta sono vissuti in modo intimo e totalizzante.

C’è un duello, sì, ma non un combattimento. C’è fatica, solitudine e pressione e mentale, come nell’atletica o nel nuoto. Tuttavia, a differenza di queste discipline, la prima misura non è data da se stessi: il tennis resta un gioco, come gli sport di squadra. E un gioco è ipso facto uno spettacolo: la fatica di chi lotta diventa godimento di chi guarda. Non ci sono però compagni di squadra a cui passare la palla per alleggerire lo sforzo, né panchine a cui chiedere riparo, né responsabilità da condividere in caso di sconfitta. Ogni match è un dramma individuale messo in scena per un pubblico famelico, il cui esito è dato dai punti e non da un cronometro inflessibile. Il tennis è uno spazio fuori dal tempo. Come il mito. 

Pensando alla sua psicologia, la figura del tennista contemporaneo fonde in sé due grandi archetipi della nostra cultura: Ulisse e Sisifo. Ulisse, perché il tennis non è solo potenza, ma astuzia, capacità di lettura dell’avversario e gestione delle proprie “tempeste interiori”. Sisifo, perché ogni scambio è quel masso spinto faticosamente verso la cima della montagna (la conquista del punto). Una volta arrivati in vetta, il masso rotola giù e il ciclo ricomincia da capo, game dopo game.

Se il tennis gode di questa immensa fortuna, il merito è soprattutto dei suoi interpreti, che travalicano i confini del rettangolo di gioco per assurgere al proprio mito e diventare vere e proprie icone dell’era moderna. Gli esempi sono innumerevoli: Roger Federer,  l’eleganza estetica fatta persona;  Rafael Nadal, emblema di lotta stoica, grinta e rispetto; Novak Djokovic, resiliente indomito, trionfatore contro tutto e tutti; Jannik Sinner, simbolo della nuova generazione di tennisti, alfiere del lavoro implacabile, della lucidità agonistica e di una semplicità che ridisegna il volto da copertina.

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Diavoli con la racchetta. I campioni che hanno fatto la storia del tennis in 15 match leggendari

  • Autore: Stefano Semeraro
  • Editore: Mondadori Electa
  • Collana: Rizzoli Illustrati
  • Anno edizione: 2026
  • Pagine: 256 p., Brossura

Il tennis non è solo uno sport: è una narrazione infinita di gloria, sudore e genialità. Regalare questo volume significa regalare storie di uomini che, racchetta in mano, lottano ogni giorno come moderni eroi.

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N.B. L’immagine di copertina ha scopo puramente illustrativo: è una ricostruzione 3D creata per mostrare la resa del volume. Dettagli minori (come il dorso o la resa cromatica) potrebbero variare leggermente rispetto al libro cartaceo. Far fede alle specifiche dell’edizione.